L'adeguata verifica della clientela (AVC) è l'obbligo, per agenzie immobiliari, notai e professionisti, di identificare il cliente, il titolare effettivo e la provenienza dei fondi prima di concludere l'operazione. Il punto critico non è sapere cosa serve: è raccoglierlo, datarlo e conservarlo in modo dimostrabile.

Documenti da raccogliere

  • Documento d'identità in corso di validità e codice fiscale di ogni parte.
  • Per le società: visura camerale aggiornata, atto costitutivo, individuazione del titolare effettivo.
  • Dichiarazione sull'origine dei fondi e sullo scopo dell'operazione.
  • Eventuale procura o delega, se chi firma non è l'intestatario.
  • Verifica PEP e liste sanzioni, con data del controllo.

Il vero requisito: la data certa

In caso di ispezione conta poter dimostrare quando un documento è stato richiesto, ricevuto e da chi. Una casella email non produce questa evidenza: i messaggi si spostano, si inoltrano, si cancellano.

Un protocollo interno registra per ogni file l'impronta digitale (hash SHA-256), l'orario di caricamento, chi lo ha aperto e chi lo ha scaricato. È la stessa logica del registro cartaceo, resa automatica.

Conservazione

La normativa antiriciclaggio richiede la conservazione dei dati e dei documenti per dieci anni dalla fine del rapporto. Va conciliata con il GDPR: accesso limitato a chi tratta la pratica, cancellazione a scadenza, registro dei trattamenti aggiornato.

Come impostare il flusso

  1. Crea la pratica e seleziona la lista documenti dell'AVC.
  2. Invia al cliente un link personale a scadenza: carica dal telefono, senza registrarsi.
  3. Rifiuta e richiedi di nuovo i file illeggibili, con motivazione scritta.
  4. Abilita il notaio quando serve: vede la stessa cartella, non ricevi allegati doppi.

Il risultato è un fascicolo completo e una timeline che nessuno deve ricostruire a mano.